Il P/E (price/earnings, rapporto prezzo/utili) dice quanti anni di utili ci vogliono per ripagare il prezzo di un'azione. Un P/E di 15 vuol dire che, se gli utili restassero uguali, l'azienda impiegherebbe 15 anni a guadagnare quanto vale oggi in Borsa.
Come si calcola
Si divide il prezzo dell'azione per l'utile per azione dell'ultimo anno. Oppure, che è lo stesso, la capitalizzazione (il valore di tutta l'azienda in Borsa) per l'utile netto.
Esempio: un'azienda vale 100 miliardi e fa 5 miliardi di utile. P/E = 100 / 5 = 20.
Quale P/E è basso e quale è alto
Non esiste un numero giusto per tutti: dipende dal settore e dalla crescita. Oggi il P/E tipico delle società americane sopra i 2 miliardi è circa 22,5x. Qualche esempio: Apple (44,8x), Coca-Cola (30,4x), Microsoft (29,6x), JPMorgan Chase (15,6x).
Una banca o un'azienda di servizi pubblici con P/E 25 è cara; un'azienda tecnologica che cresce del 30% l'anno con P/E 25 può essere a sconto. Per questo il P/E va sempre confrontato con quello delle società dello stesso settore.
Perché un P/E basso a volte è una trappola
Un P/E basso attira, ma spesso il mercato sa qualcosa: gli utili stanno calando, sono gonfiati da un anno eccezionale (la vendita di una divisione, un rimborso fiscale) oppure l'azienda ha troppi debiti.
Oggi, tra le 25 azioni americane con il P/E più basso, 15 mostrano uno di questi problemi nei conti. Guarda la classifica.
PEG: il P/E che tiene conto della crescita
Il PEG divide il P/E per la crescita annua degli utili. Sotto 1 vuol dire che la crescita è a sconto rispetto al prezzo; sopra 2 che il mercato si aspetta già molto. È utile per confrontare aziende che crescono a velocità diverse.
In pratica su Intrinseco
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