Il free cash flow (flusso di cassa libero) è la cassa che resta all'azienda dopo aver pagato tutti i costi e gli investimenti necessari a restare in attività. È con questi soldi, non con l'utile, che un'azienda paga i dividendi, riacquista azioni, riduce i debiti o compra altre aziende.
Come si calcola
Si parte dalla cassa prodotta dalla gestione (quella che entra davvero vendendo prodotti e servizi, scritta nel rendiconto finanziario) e si tolgono gli investimenti in impianti, macchinari e software (le «spese in conto capitale», capex).
Esempio: cassa dalla gestione 10 miliardi, investimenti 3 miliardi. Free cash flow = 10 − 3 = 7 miliardi.
Perché conta più dell'utile
L'utile netto è un numero contabile: contiene ammortamenti, stime, ricavi fatturati ma non ancora incassati, voci straordinarie. La cassa no: o è entrata o non è entrata. Per questo due aziende con lo stesso utile possono avere free cash flow molto diversi, e quando utile e cassa divergono per anni di solito ha ragione la cassa.
Un segnale classico: utili in crescita e cassa ferma. Spesso vuol dire che i clienti pagano in ritardo, che il magazzino si gonfia, o che l'utile è sostenuto da voci che non portano soldi.
Quando è negativo
Un free cash flow negativo vuol dire che l'azienda brucia cassa: spende più di quanto incassa, e la differenza la copre con la cassa raccolta in passato, con nuovi debiti o con nuove azioni. È normale per una biotech in sperimentazione o per un'azienda giovane che investe molto; è un problema se dura anni in un'azienda matura.
Oggi, tra le 4.293 società americane con il rendiconto finanziario leggibile (banche escluse), 1.946 hanno il free cash flow negativo; tra le grandi, per esempio, Oracle (23,7 mld $ in un anno), Stellantis (14,1 mld $ in un anno), Dominion Energy (7,3 mld $ in un anno).
Il rendimento della cassa (FCF yield)
Dividendo il free cash flow per la capitalizzazione si ottiene l'FCF yield: quanta cassa produce l'azienda, ogni anno, per ogni dollaro che vale in Borsa. È il «rendimento» dell'azione come se fosse un'obbligazione. Oggi l'FCF yield tipico delle società americane sopra i 2 miliardi è circa 4,0%. Qualche esempio: Apple (1,9%), Exxon Mobil (3,2%), NVIDIA (1,8%), Verizon (11,0%).
Il suo inverso è il P/FCF (prezzo diviso cassa): si legge come il P/E, ma con i soldi veri al posto dell'utile.
In pratica su Intrinseco
Il free cash flow, l'FCF yield e il P/FCF sono nella tabella dei numeri chiave di ogni scheda, confrontati con il settore. Quando è negativo, la scheda lo segnala con «Brucia cassa» e la cifra bruciata nell'ultimo anno. Nello screener puoi filtrare per FCF yield.