Il Current Ratio (indice di liquidità corrente) risponde a una domanda semplice: l'azienda ha abbastanza risorse per pagare quello che deve nei prossimi 12 mesi? Confronta le attività che diventeranno soldi entro un anno con i debiti da pagare entro un anno.
Come si calcola
Si dividono le attività correnti (cassa, crediti verso i clienti, magazzino, investimenti a breve) per le passività correnti (fornitori da pagare, debiti in scadenza entro l'anno, tasse e stipendi da versare).
Esempio: attività correnti 15 miliardi, passività correnti 10 miliardi. Current Ratio = 15 / 10 = 1,5.
Quale valore è sicuro
Sopra 1,5 l'azienda è tranquilla; tra 1 e 1,5 è nella norma; sotto 1 i debiti a breve superano le risorse a breve, e se i ricavi si fermassero dovrebbe trovare soldi altrove. Oggi il valore tipico delle società americane sopra i 2 miliardi (banche escluse) è circa 1,6x, e 331 su 1.567 sono sotto 1. Qualche esempio: Apple (0,9x), Coca-Cola (1,5x), Microsoft (1,2x), Walmart (0,8x).
Quando sotto 1 non è un allarme
Le grandi catene di negozi e di ristoranti incassano dai clienti subito e pagano i fornitori dopo 30-60 giorni: lavorano stabilmente con un Current Ratio sotto 1, e per loro è un segno di forza. Lo stesso vale per le aziende che ricevono abbonamenti pagati in anticipo: quei soldi compaiono come debito verso i clienti finché il servizio non è fornito.
Per questo il Current Ratio va confrontato con il settore e con gli anni precedenti dell'azienda stessa: conta di più se scende di anno in anno che il valore di un singolo bilancio.
Quando un valore alto non basta
Un Current Ratio alto può nascondere un magazzino pieno di merce che non si vende o crediti che i clienti non pagano. Per questo si guarda anche la versione più severa, che toglie il magazzino (quick ratio), e soprattutto la cassa che l'azienda produce davvero.
In pratica su Intrinseco
Il Current Ratio è nella tabella dei numeri chiave di ogni scheda, confrontato con il settore, ed entra nella voce Solidità del Punteggio Intrinseco insieme al Debt/Equity e al debito netto su EBITDA. Per banche e assicurazioni non si usa: il loro bilancio non distingue attività e passività correnti.